
La settimana scorsa ho assistito alla presentazione della ricerca di chiusura del master in Social Media Marketing della IULM. Tra gli ospiti invitati a discutere di social media marketing anche Andrea Santagata, fondatore di Splinder, Liquida, Sitonline, uno che nel web Italiano non ha bisogno di presentazioni.
Ebbene, sapete un po’ cosa ci dice Santagata? Ci dice le aziende italiane dovrebbero curarsi molto di più della loro immagine sul web, soprattutto per quanto riguarda il sito istituzionale e le email. Cioè che prima di 2.0 c’è 1.0 e che è del tutto assurdo favoleggiare di social media marketing senza essersi dotati di una presenza istituzionale sul web almeno accettabile.
Non posso fare altro che condividere, in Italia in effetti capita spesso di trovare aziende (e non solo piccole o medie) totalmente prive di un sito web o di una mail istituzionale, oppure peggio ancora con un sito realizzato anni fa dal nipote smanettone del titolare, con conseguenze grafiche e di comunicazione facilmente immaginabili.
Non credo a una Internet settoriale.
Non credo che Facebook, LinkedIn, Twitter e il resto dei Social Media siano sostitutivi di un sito istituzionale moderno e aggiornato o di una email proprietaria (mail@nomeazienda.com) da cui qualcuno ci risponda entro qualche ora.
Credo invece che il web sia un unico elemento, nel quale strutturare la “vita digitale” della propria azienda in modo progressivo, partendo dal necessario (mail, sito) e valorizzandolo tramite gli strumenti sui social media.
Anche perché, in fondo, se li facciamo arrivare sulla pagina di Facebook poi dovremo anche mandarli da qualche parte e fargli vedere quanto siamo VERAMENTE bravi…. o no?
[...] Per mia esperienza professionale diretta, molte imprese locali non hanno ancora “digerito” del tutto l’utilizzo di Internet come strumento di comunicazione monodirezionale. Buona parte di esse non ha un sito, o se c’è non è all’altezza degli altri strumenti di comunicazione; usano poco e male la posta elettronica, percepiscono ancora Internet come un medium difficile se non addirittura ostile, tanto da evitarlo il più possibile. Non riporto per ovvi motivi di discrezione alcuni discorsi captati tra il pubblico prima dell’incontro, ma posso assicurare che tra alcuni presenti non si parlava di Internet in modo positivo o possibilista. Lo stesso Andrea Santagata, guru del web italiano, qualche settimana fa sosteneva queste cose alla IULM, esortando le imprese a perfezionare l’uso del web 1.0 (sito, mail) prima di poter comprendere e utilizzare le risorse 2.0 (vedi mio precedente post in merito) [...]